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Girolamo
dal Santo



Oratorio del Redentore

Scuola della Carità

 

 


Girolamo Tessari, chiamato “dal Santo” per la contrada padovana in cui vive per molti anni, è un artista la cui attività si svolge esclusivamente a Padova. Non se ne conosce la precisa data di nascita, collocabile comunque attorno al 1485-90, così come niente si conosce sulla sua prima educazione e sulla formazione definitiva. Malgrado le sue notevoli e numerose opere, muore, intorno al 1561, seminfermo di mente, di salute e in povertà. Molto prolifica è la sua attività pittorica nella città di Padova, che comprende:

  • le decorazioni ad affresco nella Scuola del Santo, condotte a più riprese a partire dal 1513 (la Morte del Santo, il Miracolo del bambino annegato, detto anche Miracolo della navicella, il Miracolo dell’avaro, il Miracolo della mula, in collaborazi
  • gli affreschi rappresentanti Il miracolo di Aleardino e La predica ai pesci nell’antisacrestia del Santo (risalenti al 1519);
  • la decorazione dell’abside della chiesa di Santa Maria in Vanzo (intorno al 1520), con l’Incoronazione della Vergine sul catino, una serie di tondi con il busto del Padre Eterno e i simboli degli Evangelisti e i Sei Profeti nelle lunette sotto la v
  • le opere che lo impegnano tra il 1518 e il 1523: la Deposizione dalla croce (al Museo Civico), la Preghiera nell’orto (al convento di Santa Giustina), la tela della Deposizione nel sepolcro (al Museo Civico);
  • la decorazione della cappella di Santa Maria nella chiesa di San Francesco, affidatagli dalla Scuola della Carità, in cui vengono rappresentate storie della vita di Maria e che coincide con una nuova fase nella vita del pittore
  • gli affreschi alla Scoletta del Carmine (da collocare attorno al 1530, dopo la fine dei lavori a San Francesco e prima di quelli all’oratorio del Redentore);
  • decorazione dell’oratorio della Confraternita del Redentore (dal 1537, probabilmente in due fasi distinte, visti i due diversi stili che i riquadri a lui attribuiti presentano);
  • affreschi nel Capitolo del convento di Praglia, non di molto successivi ai precedenti (con la rappresentazione della Deposizione nel sepolcro, di profeti, di San Benedetto e di Santa Giustina)
  • decorazione del chiostro maggiore del convento di Santa Giustina (negli anni tra il 1547 e il 1549), con scene tratte dalla vita di San Benedetto.